Essere la nostra rivoluzione

Chi siamo? Chi vorremo essere? Chi diciamo d’essere? e gli altri come vorrebbero che noi fossimo? In ogni contesto in cui viviamo diamo una risposta diversa a queste domande.

Un modo per interpretare
Rivoluzione, ciò che vorremmo essere
Ribellioni ciò che diciamo d’essere
Utopia ciò che vorrebbero gli altri

Tuttavia l’insieme di tutto questo siamo noi!


Una persona sola raffigurata in quattro modi diversi sarà il dettaglio a fare la differenza.


Il tutto rappresentato attraverso una composizione solida e materica, con l’uso della forma del cubo.

Il cubo è materia grezza, la materia da cui lo scultore parte per scolpire la sua immagine, il suo io, materia nel suo stadio non ancora compiuto, lo stadio della persona pronta ad evolvere;il cubo è un punto di partenza, è potenza inespressa, condizione intermedia sospesa tra il cielo e la terra pronta a divenire ogni cosa.

Solamente all’interno del cubo ci è dato mostrare cosa siamo realmente, togliendo tutto ciò che è superfluo.

Solo all’interno del cubo è data la possibilità a chi osserva di vedere realmente chi siamo.

Tu vedi un blocco,
pensa all’immagine:
l’immagine è dentro
basta soltanto spogliarla.
(Michelangelo Buonarroti)

Realizzazione

4 pose per ogni soggetto all’interno di uno spazio quadrato (un cubo appunto) costruito in un set fotografico, illuminato, con pochi ed essenziali elementi. Il cubo é di colore bianco come a richiamare il marmo di Carrara usato dagli scultori del Rinascimento. Uno spazio ristretto nelle misure, eppure  grande da colmare.

 

Cercheremo di esprimere il lato emotivo e non oggettivo, cercando di raccontare il vero.

L’uomo ama idealizzare, ma quando il sogno diviene realtà scatta l’indifferenza.
(M.Proust)

La realizzazione della mostra avverrà attraverso la costruzione di cubi sulle cui facciate frontali verranno applicate le fotografie che rispondono alle tre domande iniziali. Nella quarta facciata vi sarà un foro per guardare all’interno (l’IO) dove si vedrà la fotografia che rappresenta chi siamo realmente, nudi in posa plastica statuaria.

Gli scatti saranno di nudo artistico, dove la rappresentazione delle varie figure vedranno come strumenti di raffigurazione, oggetti, trucco e accessori. Le foto anche se di nudo non dovranno mai mostrare parti intime non indispensabili allo scopo del progetto, ad esclusione dell’ultima domanda (lo scatto dell’io) dove dovremo essere ciò che siamo, essenza e luce.

Chi Posa?

Deve essere una persona comune, una donna o un uomo che abbiano la voglia di raccontarsi e di raccontare le emozioni che vivono ogni giorno, con il desiderio di vedersi scolpiti in quel cubo di marmo che alla fine mostrerà semplicemente l’IO.

Progetto fotografico ribellione cambiamento utopia from Navarro Della Miraglia on Vimeo.